L'Associazione “Il Passo oltre lo Specchio – APS” si occupa di attività volte al benessere della persona e della comunità, in una prospettiva olistica. La nostra mission è diffondere un differente paradigma, che superi la distinzione mente-corpo e uomo-natura e generi buone prassi in grado di migliorare la relazione dell'individuo con se stesso, le altre persone e l'ambiente. Arte, cultura, Filosofia, Psicologia, Ecologia... sono tutti aspetti che collaborano in sinergia per promuovere quella che Ken Wilber ha definito una “visione integrale” dell'uomo e del mondo, che superi la “visione separata”, nella prospettiva di agire in accordo con l'Agenda ONU 2030.

Secondo quanto sostiene la Deep Ecology, infatti, la crisi globale non può essere banalmente risolta tramite azioni di salvaguardia ambientale, per quanto queste siano importanti. Occorre un cambiamento radicale, un nuovo sguardo verso noi stessi e il mondo. Nel corso del suo sviluppo storico, l'essere umano ha scelto di vivere “separatamente”, considerandosi un agente esterno “gettato” in un mondo che, alternativamente, poteva essere predato, protetto o limitato. Ma questo senso di separazione assolutamente artificiale – per quanto ci abbia garantito un tranquillizzante senso di superiorità e dominio – ci lascia perduti in balia di un profondo nichilismo, un senso di vuoto esistenziale che, usando le parole di Umberto Galimberti, è il più radicato “ospite inquietante” della nostra epoca. La separazione fa sì che l'individuo senta il mondo come una minaccia e gli altri come prede o predatori, si chiuda in se stesso, perda vitalità e salute fisica.

Come sostiene Antonio Damasio

 

Una piena comprensione della mente umana richiede una prospettiva integrata: la mente non solo deve muovere da un “cogito” non fisico al regno dei tessuti biologici, ma deve anche essere correlata con un organismo intero, in possesso di un cervello e di un corpo integrati e in piena interazioni con un ambiente fisico e sociale.

 

Le nostre attività si propongono dunque di superare la distinzione cartesiana, nella convinzione che una prospettiva autenticamente olistica ed integrale possa avere un valore etico, sociale, ambientale e salutare.

 

Occorre quindi elaborare attività che partano dalla persona, dall'accoglienza delle sua prospettiva, del suo disagio e che la portino ad osservare in modo diverso se stessa, ad ascoltare il proprio corpo, a porsi in relazione con l'ambiente e con gli altri, perchè dalla relazione con questi elementi emerga uno sguardo nuovo e una nuova vitalità. Pratiche come la meditazione possono aiutare la persona ad ascoltarsi e ad accogliersi, attività corporee (danza, meditazioni dinamiche...) accompagnano la persona nell'esplorare la propria fisicità e le energie dimenticate in essa, le attività artistiche ed espressive stimolano la creatività e nuovi sguardi, le pratiche in natura aiutano a recuperare il senso di appartenenza ad un Tutto vitale, infine il dialogo e il confronto portano a vedere l'altro non come un alieno ostile ma come un membro di una comunità globale di cui tutti siamo parte.